
Gradito ritorno per Carlo Greppi che ha dialogato con Nicoletta Fasano (Israt) del suo ultimo libro “L’antifascismo non serve più a niente” (Ed. Laterza). La videoconferenza è stata organizzata dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese, Museo di Arti e Mestieri di un Tempo di Cisterna d’Asti, Israt, Associazione “F. Casetta”, Fra production srl, Cantine Povero distribuzione e Aimc Asti. Il libro inaugura la collana “Fact Checking: la storia alla prova dei fatti” diretta da Greppi per Laterza.
Un progetto importante che si propone di dare alle stampe lavori che smontino gli stereotipi della storia. Greppi e Fasano si sono confrontati a partire dalle parole che fanno da filo conduttore del testo. Punto di partenza l’annichilimento della memoria della Resistenza. Un’analisi schietta sulla perdita di fascinazione dell’antifascismo con il coraggio, come ha detto la Fasano, di chiamare le cose con il proprio nome perché, nel corso del tempo, si è dimenticata la violenza fascista utilizzata come valore e mezzo di sopraffazione. Un libro diretto che, come ha sottolineato l’autore, ha lo scopo di far conoscere, ai non addetti ai lavori, quel periodo ma anche le vicende personali di chi si oppose. Un intervento necessario poiché gli ultimi venti anni di storia italiana hanno portato a una rivalutazione del fascismo tanto che, attualmente, ad essere residuale è l’antifascismo. Nessun partito, è la triste impressione, pare rifarsi seriamente ai valori della Resistenza se non per rare occasioni commemorative. Intanto, molti si sono costruiti una visione del ventennio immaginaria e fascinosa. Ne deriva che è importante, soprattutto per gli insegnanti di storia, far conoscere i veri aspetti del regime alla cui base stavano violenza e sopraffazione.
A questo proposito, utile il suggerimento di Nicoletta Fasano di proporre percorsi sul bullismo capaci di coniugare i vissuti personali dei ragazzi con la storia di quel periodo.
Il libro - citando nomi, biografie e vicende di tanti oppositori - ha il merito di portare alla luce l’umanità di persone che sacrificarono tutto nel nome della libertà. “Mi commuove il prezzo pagato dagli oppositori e che molti intellettuali stanno ancora pagando in diverse parti del mondo. È necessario, proprio per questo motivo, che queste storie di donne e uomini del passato vengano ‘rigettate’ nello spazio pubblico” ha aggiunto Greppi.
Leggi tutto