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DEPLIANT PERCORSO LA REPUBBLICA PARTIGIANA DELL’ALTO MONFERRATO
DESCRIZIONE Nell’estate del ’44 si costituisce, soprattutto nel territorio a Sud del Tanaro, una fitta rete di Comitati di liberazione nazionale, di cui il più importante è quello di Nizza Monferrato perché nasce nella città che, con Canelli, rappresenta il centro urbano di riferimento per tutta la zona meridionale della provincia. E’ il periodo della “grande stagione della Resistenza”, della grande illusione sulla prossima e vittoriosa conclusione della guerra. La zona è ormai matura per perfezionare e consolidare l’esperimento di autogoverno democratico con l’istituzione di un vero e proprio organo dirigente politico che si occupa di impartire direttive comuni nei vari settori, di regolarizzare normative in determinati ambiti, che funga da organo centrale di coordinamento. Nasce così la zona libera dell'Oltretanaro, che nell'autunno del 1944, dà vita alla repubblica partigiana dell’Alto Monferrato che coordina l'attività di quaranta comuni controllati ed amministrati dalle forze partigiane ed antifasciste con sede a Nizza Monferrato e ad Agliano Terme. Il massiccio e violento rastrellamento nazifascista del 2 dicembre 1944 pone fine a quest’esperienza, causando lo sbandamento delle cinque divisioni partigiane operanti nella zona ma anche la fine di quell’illusione di pace e di libertà che le popolazioni contadine avevano imparato a conoscere per pochi mesi.
INDICAZIONI STRADALI Inizio del percorso: Nizza Monferrato Il comune dista trenta chilometri da Asti e venti da Acqui Terme, lungo la SS 456. Dal casello Alessandria sud della A 26 prendere in direzione Oviglio, quindi seguire le indicazioni per Nizza, che si raggiunge dopo aver superato Incisa Scapaccino. La stazione ferroviaria è posta sulla linea Asti-Acqui Terme-Ovada-Genova ed offre collegamenti locali anche con Alessandria, Canelli e Alba.
I LUOGHI Nizza Monferrato ed Agliano Terme: sono le sedi della Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato.
Costigliole d'Asti: è stato uno dei primi centri dell’Astigiano in cui si sono organizzate, fin dal novembre 1943, le bande partigiane.
Moasca: Nell’osteria un tempo posta in cima alla salita della statale che porta a Canelli, il 24 febbraio 1945 caddero in uno scontro con i fascisti cinque partigiani
S. Marzano Oliveto: Luogo di aspri scontri alla fine di agosto 1944, con otto partigiani caduti
Calamandrana: Centro di tradizioni antifasciste, è stato un importante centro strategico di raccordo tra Nizza Monferrato e Canelli
Bruno e Bergamasco: teatro di vittoriosi scontri campali sostenuti dai partigiani contro i nazifascisti il 20 ottobre e il 4 novembre 1944.
Castelnuovo Belbo: al confine con Bergamasco un cippo ricorda la morte di un pilota alleato precipitato con il suo aereo dopo aver aiutato i partigiani durante lo scontro del 4 novembre 1944 |