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Titolo:      Asti Ebraica  
Codice:      seli000007
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Descrizione:     

I SENTIERI DELLA LIBERTA’ – PERCORSO “ASTI EBRAICA”
DESCRIZIONE

Nell’Astigiano, a partire dall’Alto Medioevo, si trovano isolate presenze ebraiche che diventeranno sempre più numerose a partire dalla fine del XV secolo: verso la metà del 1800 si conteranno oltre 350 ebrei, residenti soprattutto in città. 
Dalla proclamazione dell’Unità d’Italia, la comunità ebraica astigiana si riduce progressivamente di numero, fino a scendere a poco meno di un centinaio di individui nel 1938, anno di promulgazione delle leggi antisemite del fascismo.
Con l’inizio della seconda guerra mondiale arrivano in città i primi ebrei sfollati dalle altre province piemontesi ed oltre 400 ebrei stranieri provenienti dai territori dei Balcani occupati dall’esercito italiano ed internati in 25 comuni della provincia. Di questi, la maggior parte riuscirà a sfuggire agli arresti ed alle deportazioni o perché trasferiti prima dell’8 settembre 1943 al campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, o perché protetti dalla popolazione locale fino alla fine del conflitto.
A partire dal 1^ dicembre del 1943 cominciano gli arresti degli ebrei astigiani, dai quali il Capo della Provincia Renato Celio ha preteso il pagamento di un’ingente somma in cambio della loro protezione. Nonostante il versamento del denaro, vengono deportati ad Auschwitz 50 ebrei (12 di loro sono ebrei stranieri internati); altri appartenenti alla comunità locale, fuggiti in cerca di luoghi più sicuri, verranno arrestati fuori provincia.
Dopo la guerra la comunità ebraica, già piccola, non riuscirà più a ricostituirsi e tenere regolari ufficiature religiose. Enrica Jona, unica sopravissuta ad Auschwitz di quell’antica comunità, diventa il simbolo doloroso della memoria della Shoah.

LUOGHI

Oltre al ghetto ed alla sinagoga, si segnala il cimitero ebraico, situato in borgo S. Pietro, tra c.so Alessandria e via Palestro. Sul prato semplici pietre tombali con iscrizioni in ebraico o bilingue si alternano a cippi, monumenti di pregio artistico, tombe famigliari, che danno al luogo il fascino di una storia molto antica, protetta dalle pietre della memoria.
Sono molti in città i luoghi che testimoniano la storia della comunità ebraica.

Tra i meno noti, si ricordano:

Palazzo Ottolenghi, appartenuto alla omonima famiglia ebraica, che dal 1935 fu sede della Prefettura di Asti. Da qui, il Capo della Provincia Renato Celio, organizzò gli arresti e la consegna ai tedeschi degli ebrei astigiani, oltre al sequestro di tutti i loro beni.

Seminario vescovile, che venne utilizzato dal Ministero dell’Interno della Repubblica Sociale Italiana come campo di concentramento provinciale. Nei locali che danno su via Cattedrale, vennero internati i primi ebrei arrestati nel dicembre 1943. Alcuni di loro vi rimasero per molte settimane prima di partire per il campo di raccolta di Fossoli (Modena) e, di lì, per Auschwitz.
A partire dal febbraio 1944, gli ebrei arrestati vennero reclusi nei locali del vicino Orfanotrofio della Consolata.


INDICAZIONI STRADALI
Percorso pedonale o ciclabile nel centro storico: Via Aliberti, Via Ottolenghi, Corso Alfieri, Piazza Catena, Via Cattedrale, Via dei Martiri Israeliti.

Percorso virtuale in Asti Ebraica attraverso la mappa su Flickr
http://www.flickr.com/photos/memoriaalpi/sets/72157624154916875/

Una passeggiata notturna nel ghetto
Oltre 150 persone hanno partecipato, alla passeggiata notturna tra i misteri del Ghetto, proposta da Associazione culturale Comunica e Istituto storico per la storia della Resistenza.
È piaciuta la scelta di riproporre l’iniziativa, ideata nel 2009 nell’ambito de «I mesi del giallo», alla vigilia del 25 Aprile come momento di informazione e sensibilizzazione sulla comunità ebraica astigiana. La storia del Ghetto è stata ripercorsa rievocando  la vita quotidiana, a partire dal ‘700, fino al dramma della deportazione nei lager nazisti. I nomi di Guido Artom, Elda e Enrica Jona, gli Ottolenghi sono risuonati più volte.