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Titolo:      Langa Astigiana  
Codice:      seli000005
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I SENTIERI DELLA LIBERTA’ PERCORSO “LA LANGA ASTIGIANA”

Le medie valli Belbo e Bormida conobbero un’intensa lotta partigiana fin dalle prime settimane successive all’armistizio dell’8 settembre 1943. In questa zona la resistenza fu caratterizzata da un’indissolubile rapporto con il territorio e la sua popolazione contadina, a cui hanno dedicato pagine intense scrittori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e Pietro Chiodi.
I versanti scoscesi, i boschi, i rittani, le cascine isolate che segnano il territorio fornirono accoglienza e protezione agli sbandati, ai renitenti ed ai primi gruppi di partigiani, che si organizzarono nel corso dell’estate 1944 fino a controllare stabilmente l’intera zona.
I durissimi mesi dell’inverno 1944-1945 non spezzarono il rapporto di protezione reciproca tra partigiani e contadini, anche se furono questi ultimi, spesso, a pagare il prezzo più alto:

…Erano venuti in tre divisioni, per setacciare tutto e tutti. Ma, chiedo perdono ai morti e alle loro famiglie, scusa a quelli che ci han perduta la casa e il bestiame, ma io credo che allora tedeschi e fascisti non si siano salvate le spese. Non fu abilità nostra, né che loro fossero tutte schiappe. Fu, con la sua terra, la sua pietra e il suo bosco, la Langa, la nostra grande madre Langa…
(Beppe Fenoglio)

INDICAZIONI STRADALI
Inizio del percorso: Canelli.
Si raggiunge da Asti, percorrendo la SS per Alba fino ad Isola d’Asti e da qui verso Nizza Monferrato

I LUOGHI

Canelli: Nell’area circostante la città si formarono le prime bande partigiane della media valle Belbo nella primavera 1944. Nel castello Gancia si insediò il comando nazifascista nei giorni successivi il grande rastrellamento dell’Alto Monferrato dei primi di dicembre 1944.

Caffi: il Sacrario partigiano dei Caffi è il luogo simbolo della lotta di liberazione non solo delle medie valli Belbo e Bormida, ma di tutto l’Alto Monferrato. La stele e la lapide ricordano i 247 partigiani caduti della brigate appartenenti alla II divisione autonoma “Langhe” e alla IX divisione Garibaldi “A. Imerito”, le due formazioni che operarono con continuità nella zona.

Vesime: lo sviluppo del movimento partigiano e gli stretti contatti tra le formazioni autonome e l’esercito alleato crearono le condizioni per la realizzazione, dell’unico aeroporto dell’Italia settentrionale controllato dai partigiani, utilizzato per il trasporto di feriti e per l’atterraggio di missioni alleate. Smantellato dai nazifascisti a fine novembre 1944, l’aeroporto venne riattivato nel mese di aprile 1945