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Titolo:      La Resistenza tra Valle Tanaro e Val Tiglione  
Codice:      seli000002
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I SENTIERI DELLA LIBERTA’ – PERCORSO “LA LOTTA PARTIGIANA TRA TANARO E VELTIGLIONE”

STORIA
Dopo l’8 settembre 1943, le colline tra il Tanaro, la Valtiglione fino ai margini della Bassa Valle Belbo, offrirono rifugio ed ospitalità a numerosi giovani sbandati dell’ex esercito regio. A partire dalla primavera del 1944 i renitenti ai bandi della Repubblica di Salò si organizzarono dando vita alle prime bande partigiane che si trasformarono in regolari brigate e divisioni durante l’estate. Nell’autunno 1944 la zona fece parte della repubblica partigiana dell’Alto Monferrato, che coordinava l’attività di quaranta comuni gestiti dalle forze partigiane ed antifasciste, amministrata da una giunta unitaria con sede a Nizza Monferrato e ad Agliano Terme.
La storia della Resistenza in questa zona è caratterizzata da un rapporto tra popolazione contadina e partigiani che, se non fu sempre positivo, seppe rinsaldarsi durante i tragici giorni dell’inverno 1944-1945.
Il 2 dicembre 1944 un grande rastrellamento nazifascista interessò, infatti, l’intera zona, causando la fine dell’esperienza della repubblica partigiana, riportando la guerra tra le strade dei paesi e provocando l’arresto e la deportazione nei lager nazisti di moltissimi renitenti, civili e partigiani.
Già a fine gennaio 1945, le formazioni partigiane ripresero progressivamente il controllo del territorio mantenendolo fino ai giorni della Liberazione.

LUOGHI
Cerro Tanaro, Belveglio, Cortiglione, Vinchio: sono centri in cui, a partire dalla primavera del 1944, cominciano ad organizzarsi le prime bande partigiane, intorno a figure carismatiche come Carlo Roberto Parsifal, Antonio Testa Polla, Battista Reggio Gatto, Dionigi Massimelli Nestore e Davide Lajolo Ulisse.

Castello di Annone: oltre al rastrellamento del 2 dicembre 1944 subisce un altro rastrellamento nella frazione Monfallito il 17 gennaio 1945 e l’eccidio di sette partigiani al Passo della morte (17 marzo 1945).

Rocchetta Tanaro: è il paese che ha subito, in rapporto alla sua popolazione, la più alta percentuale di rastrellati e deportati di tutta la provincia.

Rocca d’Arazzo: presso il cimitero e nella frazione di S. Anna i partigiani resistono all’attacco nazifascista del 2 dicembre.

Mombercelli: vi ha operato il Comando unico partigiano, che ha coordinato le operazioni delle diverse formazioni durante il rastrellamento del 2 dicembre.

Masio: punto di attraversamento del Tanaro da parte nazifascista e porta di accesso verso la Valtiglione durante il rastrellamento del 2 dicembre.