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Titolo:      La Resistenza dei “Tre confini”  
Codice:      seli000001
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I SENTIERI DELLA LIBERTA’ – PERCORSO “I TRE CONFINI”

STORIA
La Resistenza armata, nella zona nacque nella tarda primavera del 1944. Tra Valfenera e Cellarengo si formò la brigata di Giustizia e Libertà “Tamietti”, comandata da Piero Scagliola di Isolabella, e a Ferrere si insediò la Brigata “Tre Confini”, comandata da Gino Cattaneo.
Reduci da precedenti esperienze nel Cuneese (Piero) e nel Torinese (Gino), i due comandanti riuscirono ad organizzare i piccoli gruppi di sbandati e di partigiani presenti nell’area e a stabilire contatti con la VI divisione autonoma “Asti” che operava più a sud, tra San Damiano, Cisterna e Canale.
La “Tamietti” e la “Tre confini” (poi trasformata in divisione Matteotti Renzo Cattaneo”) operarono stabilmente fino alla liberazione sul territorio compreso tra Baldichieri, Villafranca, Villanova, Poirino, Valfenera e Ferrere, compiendo numerosi atti di sabotaggio sulla linea ferroviaria Torino–Genova.

INDICAZIONI STRADALI
Inizio del percorso: Villanova
Centro situato lungo la statale che da Torino porta ad Asti, è dotato di un casello autostradale lungo la A 21 Torino-Piacenza.

I LUOGHI

Villanova: sulla facciata della stazione ferroviaria una lapide ricorda Bruno Carucci, capostazione deportato e morto nei lager nazisti.

Cellarengo: nella cascina Ramassone si trasferì, nell’estate 1944, la sede del comando della Brigata “Tamietti”, inizialmente posta nella tenuta agricola di Ternavasso (Poirino)

Valfenera: in località Cà bianca il 24 luglio 1944 alcune cascine vennero incendiate da truppe tedesche per rappresaglia dopo un’azione partigiana.

Villata: in località Marmau si stabilì la sede definitiva del comando della “Tamietti”.

Ferrere: il rustico del Castelrosso per mesi fu sede di una radio trasmittente collegata alle Missioni alleate. Il partigiano che ne era responsabile, Eligio Baruffaldi, venne  ucciso durante un rastrellamento il 25 novembre 1944

Gherba: sede definitiva della Divisione Matteotti “Renzo Cattaneo”, inizialmente fissata a Montà d’Alba, poi spostata in località Saretto, non distante da Cisterna d’Asti.

Villafranca e Baldichieri: ai balconi di case che fronteggiano le stazioni dei due paesi vennero impiccati per rappresaglia Luigi Capriolo (3 agosto 1944) e Faustino Novara (1 ottobre 1944) 

Villafranca: il 23 luglio 1944 un bombardamento alleato fece crollare un’arcata del ponte ferroviario della linea

Dusino: il 31 marzo 1945 un reparto tedesco rinchiuse nella chiesa del paese decine di persone, con la minaccia di ucciderli per rappresaglia contro un attacco partigiano. La trattativa condotta da  Piero e Gino portò alla liberazione degli ostaggi.