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Fondo Marletto

Descrizione: depositato da Guido Marletto all'Israt nel luglio del 2012.

Date: 1944-1984.


Numero delle buste: 2
Numero dei fascicoli: 33

Riordino ed inventariazione a cura di Silvia Sillano.

Vedere anche Fondo 45^ Brigata Garibaldi

Il materiale presente nel fondo è consultabile su prenotazione presso la sede dell'Istituto.


NOTA BIOGRAFICO-STORICA

Al fine di comprendere meglio la logica sottesa alla formazione del fondo, pare opportuno richiamare alcuni elementi relativi da una parte alla biografia dei soggetti produttori, dall’altra al contesto storico in cui hanno operato e di cui hanno voluto lasciare testimonianza con la ricerca e la conservazione di documenti, per la maggior parte relativi al periodo della Resistenza. In particolare sono presenti carte che testimoniano l’operato della 45a brigata Garemi, della Polizia Partigiana e quelle di parte fascista della Guardia Nazionale Repubblicana. Altro nucleo di una certa consistenza riguarda invece l’immediato dopoguerra, quando nell’agosto del 1946 ex-partigiani diedero vita alla protesta di Santa Libera.

Giuseppe Marletto “Achille” e Guido Marletto

Giuseppe Marletto, nato ad Asti nel 1906, figlio di Giovanni e Anna Rosso, abitante in corso Alfieri 24, lavora come operaio alla Way Assauto e frequenta gli ambienti clandestini del Partito Comunista prima ancora dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Entra far parte dell’esercito presso il distretto militare di Casale, 3° Reggimento, conseguendo il grado di Caporalmaggiore. Durante la Resistenza, già a partire dal 9 settembre del ‘43, è tra i componenti del Gap di Asti fino al 1 maggio del ‘44 quando, con il nome di battaglia “Achille” entra a far parte della 45a brigata “Garemi”, dove diventa Commissario di brigata fin dal suo ingresso, e tale rimane fino al 31/01/1944. Agli inizi di dicembre del ’44, la “Garemi” si trova attestata nel settore di Rocca d’Arazzo, zona liberata. Tuttavia da tempo arrivano segnalazioni ai comandi delle formazioni partigiane a proposito di spostamenti e ammassamenti di reparti nazi-fascisti. Lo scontro avviene presso S. Anna di Rocca d’Arazzo. Per quanto i garibaldini resistano, la situazione non è facile. La rigidità dell’inverno e le condizioni di vita estremamente pesanti fiaccano il morale dei combattenti. Nel gruppo dirigente della Brigata sorgono contrasti e soprattutto i rapporti tra il Comandante Flavio e il Commissario Achille sono segnati da incomprensioni. Alcuni compagni suggeriscono la promozione di Flavio come vice comandante dell’VIII Divisione. Viene allora proposto come comandante della brigata proprio Marletto, il quale dopo un’iniziale titubanza accetta, mantenendo questo ruolo dal primo gennaio del ‘45 fino al 7 giugno dello stesso anno. Sotto la sua guida i partigiani della 45a compiono azioni di sabotaggio e attacchi a colonne nazifasciste, l’ultimo importante è quello ai danni di un colonna nazifascista, annientata presso Castel d’Annone. All’indomani della Liberazione, il 30 maggio, quando il sindaco Platone designa gli assessori comunali, Marletto figura nella lista come militante del PCI. Commerciante nella vita da civile, non manca di dare il suo contributo per mantenere viva la memoria della Resistenza, anche come iscritto dell’ANPI. Nel 1980 dietro sua richiesta gli viene riconosciuto il grado onorifico di Capitano”. Muore ad Asti il 9/12/1985.

Il figlio Guido, nato il 14 ottobre del 1930 da Rosalia Roberto, cresciuto sotto l’influenza degli ideali di democrazia e libertà, giovanissimo milita nella stessa brigata garibaldina “Garemi”, con il nome di battaglia “Gino”, dal 1 settembre del ’44 e fino al 1° maggio del 1945. Eredita dal padre la volontà di diffondere e ricordare la grande stagione resistenziale. Per questo nel 2012 affida all’ISRAT tutta la documentazione che ha conservato in merito. Inoltre pure Guido lavora presso la Way Assauto, è un instancabile animatore dello Sci Club Amici della Montagna del Circolo aziendale, del quale diviene presidente per diversi anni. Uomo dai molteplici interessi - appassionato tra l’altro di filatelia e calcio - non dimentica il suo passato partigiano e organizza persino un torneo di bocce denominato “Trofeo Resistenza”. La morte lo coglie nel 2013.

Fondo Marletto
Descrizione:
depositato da Guido Marletto all'Israt nel luglio del 2012.
Date: 1944-1984.
Numero delle buste: 2
Numero dei fascicoli: 33
Riordino ed inventariazione a cura di Silvia Sillano.
Vedere anche Fondo 45^ Brigata Garibaldi
Il materiale presente nel fondo è consultabile su prenotazione presso la sede dell'Istituto.
NOTA BIOGRAFICO-STORICA
Al fine di comprendere meglio la logica sottesa alla formazione del fondo, pare opportuno richiamare alcuni elementi relativi da una parte alla biografia dei soggetti produttori, dall’altra al contesto storico in cui hanno operato e di cui hanno voluto lasciare testimonianza con la ricerca e la conservazione di documenti, per la maggior parte relativi al periodo della Resistenza. In particolare sono presenti carte che testimoniano l’operato della 45a brigata Garemi, della Polizia Partigiana e quelle di parte fascista della Guardia Nazionale Repubblicana. Altro nucleo di una certa consistenza riguarda invece l’immediato dopoguerra, quando nell’agosto del 1946 ex-partigiani diedero vita alla protesta di Santa Libera.
Giuseppe Marletto “Achille” e Guido Marletto
Giuseppe Marletto, nato ad Asti nel 1906, figlio di Giovanni e Anna Rosso, abitante in corso Alfieri 24, lavora come operaio alla Way Assauto e frequenta gli ambienti clandestini del Partito Comunista prima ancora dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Entra far parte dell’esercito presso il distretto militare di Casale, 3° Reggimento, conseguendo il grado di Caporalmaggiore. Durante la Resistenza, già a partire dal 9 settembre del ‘43, è tra i componenti del Gap di Asti fino al 1 maggio del ‘44 quando, con il nome di battaglia “Achille” entra a far parte della 45a brigata “Garemi”, dove diventa Commissario di brigata fin dal suo ingresso, e tale rimane fino al 31/01/1944. Agli inizi di dicembre del ’44, la “Garemi” si trova attestata nel settore di Rocca d’Arazzo, zona liberata. Tuttavia da tempo arrivano segnalazioni ai comandi delle formazioni partigiane a proposito di spostamenti e ammassamenti di reparti nazi-fascisti. Lo scontro avviene presso S. Anna di Rocca d’Arazzo. Per quanto i garibaldini resistano, la situazione non è facile. La rigidità dell’inverno e le condizioni di vita estremamente pesanti fiaccano il morale dei combattenti. Nel gruppo dirigente della Brigata sorgono contrasti e soprattutto i rapporti tra il Comandante Flavio e il Commissario Achille sono segnati da incomprensioni. Alcuni compagni suggeriscono la promozione di Flavio come vice comandante dell’VIII Divisione. Viene allora proposto come comandante della brigata proprio Marletto, il quale dopo un’iniziale titubanza accetta, mantenendo questo ruolo dal primo gennaio del ‘45 fino al 7 giugno dello stesso anno. Sotto la sua guida i partigiani della 45a compiono azioni di sabotaggio e attacchi a colonne nazifasciste, l’ultimo importante è quello ai danni di un colonna nazifascista, annientata presso Castel d’Annone. All’indomani della Liberazione, il 30 maggio, quando il sindaco Platone designa gli assessori comunali, Marletto figura nella lista come militante del PCI. Commerciante nella vita da civile, non manca di dare il suo contributo per mantenere viva la memoria della Resistenza, anche come iscritto dell’ANPI. Nel 1980 dietro sua richiesta gli viene riconosciuto il grado onorifico di Capitano”. Muore ad Asti il 9/12/1985.
Il figlio Guido, nato il 14 ottobre del 1930 da Rosalia Roberto, cresciuto sotto l’influenza degli ideali di democrazia e libertà, giovanissimo milita nella stessa brigata garibaldina “Garemi”, con il nome di battaglia “Gino”, dal 1 settembre del ’44 e fino al 1° maggio del 1945. Eredita dal padre la volontà di diffondere e ricordare la grande stagione resistenziale. Per questo nel 2012 affida all’ISRAT tutta la documentazione che ha conservato in merito. Inoltre pure Guido lavora presso la Way Assauto, è un instancabile animatore dello Sci Club Amici della Montagna del Circolo aziendale, del quale diviene presidente per diversi anni. Uomo dai molteplici interessi - appassionato tra l’altro di filatelia e calcio - non dimentica il suo passato partigiano e organizza persino un torneo di bocce denominato “Trofeo Resistenza”. La morte lo coglie nel 2013.
   
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